Vs Groupon


Il modello di business dei daily coupons o deals è essenzialmente  un modello parassitario.  Con le sue imposizioni sulle offerte (ad es. Groupon in media chiede all’esercente il 50% del valore del coupon che di per sè generalmente non copre neanche i costi del servizio offerto) , le aziende che operano nel daily offer tendono a strozzare l’esercente senza dargli alcuna possibilità di decidere prezzi e risorse da investire in maniera adeguata.

In cambio si promette l’impossibile: visibilità e aumento della clientela, andando contro però a ogni teoria di marketing. Il cliente del coupon non è quasi mai un cliente a “prezzo pieno”, anzi vi sono moltissimi che acquistano solo tramite coupon.

A confronto Equitalia sembra un ente benefico.

Prendiamo il caso di una cena a ristorante. Se il costo standard di una cena è medio/alto, intorno agli 80€ a persona, il cliente che acquista un coupon a 40€ per due, anche se soddisfatto del servizio difficilmente tornerà non avendo il budget necessario per pagarla a prezzo pieno.

Gonfiare il prezzo nominale di partenza della cena sulla vetrina internet per dare uno sconto effettivo inferiore è d’ altra parte controproducente: le bugie hanno le gambe corte e i menu sono alla portata di ogni cliente. Nel giudizio finale del cliente sulla cena che scopre che il suo risparmio è stato inferiore tutto ciò peserà negativamente.

I coupon “sparano” troppo a caso, colpendo il più delle volte persone che non diventeranno mai clienti abituali e che nello scambio d’informazioni nel loro gruppo familiare/amicale faranno il nome dell’esercente SOLAMENTE in funzione del coupon e di chi lo propone.

E poi si tende a fare overbooking, come dimostrano le testimonianze di diversi partner. Il classico Coupon sconto è sempre stato stampato in numero limitato e subordinato ad alcuni fattori come l’acquisto di altri prodotti, giorni o orari particolari etc.., inoltre, il numero già limitato di coupon distribuiti era sempre e comunque inferiore a quelli effettivamente utilizzati.

Si pensi a quelli sulle pagine dei giornali: oltre alle copie invendute del giornale vi sono tutte le copie lette da persone disinteressate all’offerta. Groupon e gli altri prendono questo meccanismo e lo fanno “scoppiare”, spremendo il più possibile l’esercente quando vede che il coupon ha molti acquirente, non tenendo in minima considerazione i mancati ricavi e le enormi difficolta’ ad erogare servizi in quantità sproporzionata rispetto alle reali possibilità.

Overbooking di coupon vuol dire anche PERDERE la vecchia clientela. Troppi clienti, e per di più che assicurano un guadagno minimo se non addirittura sono fonte di perdita per l’esercente, costringono inevitabilmente l’esercizio commerciale a fornire dei servizi di minore qualità che agli occhi di chi era già un cliente abituale, a prezzo pieno, è la cosa peggiore.

Esempio perfetto sono le palestre, se una palestra viene “sommersa” da nuovi iscritti con coupon di un paio di mesi a prezzo irrisorio, i vecchi clienti dovranno aspettare più tempo per fare ogni cosa, dall’uso degli attrezzi a quello delle docce e degli spogliatoi. Ciò si traduce in tempo perso, l’elemento più negativo possibile agli occhi del cliente. Finito lo “tsunami” dei couponisti la palestra sarà più deserta di prima, in quanto i nuovi clienti avranno trovato un servizio inadeguato e i vecchi saranno persi per sempre.

I “padrini” dei coupon gestiscono il denaro di ogni singola vendita quando gli esercenti mettono AVANTI oltre ad ogni singolo centesimo di capitale, il lavoro del titolare e dei propri impiegati. In caso di richiesta di rimborso, se si fa aspettare un mese, si e’ comunque guadagnato sulle spalle sia dei commercianti che dei propri clienti. Come? Semplicemente depositando quei soldi in conto, a fine mese, restituisce la somma al cliente ma nel frattempo l’interesse maturato sui soldi dei singoli consumatori, secondo voi a chi vanno?

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15 risposte a “Vs Groupon

  1. Bel post. Sono quasi totalmente d’accordo. I coupon possono servire per il lancio “rapido” di un’attività, per cercare di smaltire l’invenduto in maniera rapida e in pochi altri casi. E’ un’azione tattica in ogni caso, difficilmente si può fidelizzare, se non ai coupon stessi. E poi pensavo che il margine fosse tra il 5-15%, mai visti margini di intermediazione così elevati…davvero insostenibili per chiunque.

  2. Il problema siamo NOI. O meglio quelle persone che pur di non rinunciare ad un determinato bene o servizio è disposto a tutto.
    Vedi groupon, vedi le aste a ribasso… tutte diavolerie studiate per spillare soldi alla massa dei “bisognosi”.
    Se IO non posso permettermi una cena da 80€ STO’ A CASA.
    Gli SFIGATI cercano il cupon, ma spesso se lo pigliano nel culon 🙂

    • Quelli che vogliono vivere sopra le proprie possibilità, in Italia, sono sempre esistiti e continueranno ad esistere. Il sistema dell’offerta promozionale tramite coupon che, una tantum o per casi particolari, può anche essere valido, viene però portato all’esasperazione con questi “presunti” affari dai “padrini” del coupon. D’altra parte, il sistema di couponing come strumento di marketing, o di DRA, in Italia non ha mai avuto particolare successo, a differenza degli Stati Uniti. Sta avendo successo solo questa versione “stracciona” che promette sconti iperbolici su qualsiasi cosa e che coinvolge anche molti consumatori ed esercenti inconsapevoli – o quasi – del sistema, che poi pagano a caro prezzo la propria ignoranza.
      Il blog del Grouponista Ignaro serve proprio a questo.

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  14. certo quello che dici e VERO.

    Ma c’e una cosa fondamentale che
    Tu non sai….. non e colpa tua… i coupon sconti sono stati inventati nel 1936 da allan smith. (Premio nobel x economia) non un fesso….
    E sono nati x promuovere attivita’, e strutture lontane impossibilitate ad essere raggiunte se non con Un’incentivo particolare.
    Ora se si fa uso distorsivo dell’IDEA e soggettivo.
    Ma garantiamo che queste iniziative, sono nate e provate e veritiere con sconti REALI. Da ultimo i Buoni sconto delle vacanze sono nate con il GOVERNO PRODI. Visiti il sito BVI.it e un sito del Governo.
    Il qualunquismo di molta gente , induce a fare una considerazione: ma il medico ti ha ordinato di comprarlo? Se non ti fidi non comprare. Ed hai risolto un problema alla fonte.
    Scusami io non ti conosco sono giuseppe, ma tu che hai preso questa MISSION di Gruponista ignaro, padrini e non , che cosa ti viene? sei un dipendente della concorrenza??
    HA..Ha.HA…ha.ha.

    cordialmente ti saluto
    Giuseppe
    Direttore marketing Strategic Sony

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