Il modello di Business dei Daily Coupon


Il fenomeno dei daily coupon sta vivendo anche nel nostro paese un boom senza precedenti.

Il numero di Grouponisti Ignari aumenta di giorno in giorno, rimpinguando i database dei nomi di persone allettate da incredibili sconti. Inoltre, sono tante le aziende che mirano a questo mercato, basti pensare che Google ha cercato di far sua Groupon per soli(!?!) 6 miliardi di dollari.

Groupon, orgoglioso e fiero come William Wallace, ha deciso di rifiutare l’offerta decidendo addirittura di rilanciare. Ha, infatti, acquisito la Whrll, società che con il suo know how, risulta essere strategica per il lancio di Groupon Now la potenziale killer app per il push di offerte mobile basate sulla geolocalizzazione.

Quindi da un lato il successo, se equiparato al numero di utenti, è certo, dall’altro lato c’è da chiedersi se questo sistema sia davvero supportato da un modello di business vincente e duraturo nel tempo.

Se vediamo la presentazione di Nick Demey riusciamo a  capire perfettamente il meccanismo dietro il modello Groupon.

Un occhio superficiale penserebbe di trovarsi dinanzi a un business model che promette vantaggi per tutti:

  • alle aziende che sono garantiti nuovi clienti e pubblicità, senza pagare agenzie pubblicitarie e inserzioni;
  • agli utenti che hanno la possibilità di usufruire d’incredibili offerte, si parla anche del 90%, persino sotto casa;
  • a Groupon che si guadagna il 50% di ogni servizio e/o prodotto offerto e acquistato dagli utenti.

Ma tutto ciò che brilla non è sempre oro e nemmeno il marrone è sempre il colore del cioccolato.

Cosa non funziona in questo schema?

Come abbiamo già scritto in altri post, i problemi riscontarti dai clienti dei servizi di Social Shopping sono diversi e quasi mai davvero imputabili, come ci vorrebbero far credere, ai singoli esercenti. I numeri sono sempre dalla parte di questi business.

Groupon, Groupalia, Letsbonus, leader nel nostro paese tra gli operatori di daily coupon per i dati delle ricerche di mercato di Nielsen hanno oltre 5 milioni d’iscritti alle loro newsletter poiché sono 3 milioni per Groupalia, 2 milioni per Letsbonus, a cui andrebbero aggiunti gli utenti di Groupon, certamente il servizio più diffuso, ma essendo quotato Nasdaq, divulga solo dati del mercato globale.

Gli agenti commerciali di vendita di questi servizi, come di molti altri piccoli emergenti quali Glamoo, Poinx, Jumpin, Prezzo Felice, Tuangon, KGBDeals sono in costante crescita. E a sentire Alberto Vita, direttore marketing e comunicazione Letsbonus, i merchant, gli esercizi commerciali quali ristoranti, centri benessere, alberghi, agenzie viaggi etc., che chiedono di entrare nel sistema couponing sono sempre più numerosi. Attirati da una platea che promette nuovi clienti, marketing operativo e soprattutto sopravvivenza alla crisi economica che morde.

Anche Boris Hageney, co-fondatore e amministratore delegato per Italia, Spagna e Portogallo di Groupon, afferma che i loro servizi sfruttano la difficile situazione economica attuale. La gente, infatti, vuole tenere alto il proprio standard qualitativo di vita anche acquistando una cena o un trattamento di bellezza a metà prezzo.

A sentire loro non c’è nessuna falla in questo sistema in cui tutti vivono felici e contenti. Eppure c’è un rovescio della medaglia, i nuovi clienti hanno un costo per l’esercente che si calcola facilmente ed è sempre al di sotto del 50% potenziale:

  • Le offerte praticano uno sconto sul listino che equivale a minori entrate e, al tempo stesso, il fatturato va diviso al 50% (+ IVA!!!) con i siti partner come Groupon;
  • I guadagni, lordi, dell’esercizi commerciali faranno parte delle loro disponibilità  solamente dopo aver erogato i servizio o consegnato la merce, al contrario delle spese di cui si fa carico l’attività commerciale;
  • Anche qualora il numero effettivo di clienti aumenti essi non sono qualitativamente validi. Come già detto, la gente vuole vivere oltre le proprie possibilità e non tornerà senza un coupon;
  • I clienti abituali scappano perché con l’overbooking, effetto collaterale di questi servizi, il trattamento del cliente perde in qualità;
  • Inoltre, la democrazia della rete fa sì che alcuni post negativi su forum e blog siano fonte di pubblicità negativa a cui è difficile rimediare.

Ad esempio, in un settore tra i più importanti, quello dei viaggi, le lamentele sembrano aumentare ogni giorno come già vi abbiamo segnalato. In una ricerca presentata al Bto, Buy Tourism Online, il 65% degli albergatori non è soddisfatto delle condizioni contrattuali e per l’80% di essi le commissioni alla fine risultano eccessive, i margini di guadagno dei deals coprono a malapena i costi.

In più, il 36% degli intervistati afferma di non avere intenzione di ripetere l’esperienza, così come, invece, un alto 36% soddisfatto si rivolgerà nuovamente al sistema dei coupon considerandola uno strumento di marketing per far conoscere la struttura, una leva promozionale per contribuire al riempimento dell’hotel.

Le opinioni sulla capacità di fidelizzare i clienti sembrano essere perfettamente divergenti, in quanto, la percentuale di chi pensa che Groupon e gli altri fidelizzino è pari a quella di chi pensa il contrario.

Se chi lavora in questi servizi è, come ovvio, entusiasta il parere di chi vede esternamente questo modello e analizza i dati è che inevitabilmente esso sia destinato a collassare su sé stesso se non aggiusta il tiro, dando un margine maggiore, sia di guadagno che di gestione delle offerte, ai partner assicurando però al tempo stesso dei servizi migliori ai clienti.

Ovviamente, nessuno pensa d’avere assolute certezze, ma siamo pronti a discutere e se non siete d’accordo o semplicemente volete raccontare la vostra esperienza in merito siete i benvenuti.

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3 risposte a “Il modello di Business dei Daily Coupon

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