Le fatture nel social shopping. Queste sconosciute….


Lo scontino tutela la garanzia per due anni e il coupon?

Una delle questioni, più strane e spinose, che avrei voluto sentir chiedere da Striscia la notizia a Groupon riguardava un problema che tocca, ahimè,  coloro che ricevono un prodotto acqusiatto tramite coupon: le fatture e gli scontrini.

Sembrerà strano ma fatture e scontrini sono del tutto assenti al momento della consegna  degli oggetti acquistati tramite i servizi di couponing. Ovviamente, quando arrivano per davvero.

L’idea di questo post nasce leggendo il post su FaceBook di un utente di Groupalia che, apparentemente, miracolato ha ricevuto un Samsung Galaxy SII ma da subito ha riscontrato un grosso problema d’audio ed ora sta nel limbo dello scarica barile tra la società spagnola e la famigerata Ares.

Sarei stato (veramente lo sono ancora) molto interessato ad una risposta che motivi e risolva i disagi arrecati, anche perché la questione non è di logica soluzione.  Non ha, infatti, ancora una casistica tanto conclamata da permettere già adesso la creazione di una guida pratica alla sua risoluzione.

Andando al di là dei, sempre giusti ed attuali, problemi di raccolta fiscale la mancanza pressoché totale di un qualcosa che certifichi l’avvenuto acquisto di merce in una data certa ricade sulla validità della garanzia a tutela del consumatore.

Va detto, che alle volte, una parvenza di fattura c’è ma è retrodatata comportando quindi una diminuzione del periodo di validità della garanzia.

Perché capita tutto ciò?

Queste ditte, oltre a far dannare i loro clienti, pagano le tasse?

Come ci si deve comportare in caso di necessità senza scontrino o fattura?

E se un utente deve avvalersi della garanzia in quel paio di mesi che la retrodatazione della fattura defalca dal vero periodo di 2 anni, il mal capitato cosa può fare?

A queste ultime due domande, ormai sappiamo già che, con il tempo, si troverà una risposta tratta dall’esperienza diretta di qualcuno in rete, mentre per le prime due ovviamente nessuno risponderà mai….

Non resta che ognuno di noi provi a dire la sua in merito e a lasciare la sua esperienza nel farsi valere la garanzia di un prodotto comprato tramite coupon. Proprio questo vi chiedo, inziate a postare o a inviare  via mail le esperienze legate all’assistenza di oggetti acquistati tramite coupon.

In particolare vorrei sapere come si sono regolati coloro che hanno acquistato un prodotto Apple, come iPhone o iPad, la casa di Cupertino scheda severamente i propri prodotti e quando accoglie un prodotto in assistenza è molto attento (malgrado multe  ed avvertimenti) a separare il periodo di garanzia che lei assicura e quello che ritiene a carico del rivenditore.

Forse non tutti sanno, infatti, che se compri  un iPhone tramite gestore la Apple tende a “scaricare” sulla compagnia telefonica il secondo anno di garanzia. Allo stesso modo si comporta se lo si acquista in un negozio non ufficiale.

Inoltre, lavorando molto sui contratti di vendita in esclusiva territoriale è molto severa e poco propensa a fornire assistenza a prodotti destinati a mercati diversi da quello in cui si chiede assistenza.

Cellulare e computer per il mercato americano o asiatico trovano difficile accoglienza in un centro assistenza europeo. Non speriamo di fregarli, loro controllano il seriale e soprattutto fanno riferimento all’attivazione per stabilire l’esatta data d’acquisto.

Se dico ciò, non è perchè si vuole per forza spaccare il capello in quattro, ma se avete aderito a offerte Apple con sconti di oltre 100€ rispetto ai listini ufficiali, gli oggetti in questione sono stati venduti o sottocosto (in perdita) oppure erano di mercati diversi da quello europeo.

Non dimentichiamoci che già nel Regno Unito un iPhone costa intorno ai 30/40€ in meno grazie al cambio, negli stati uniti la cifra aumenta sino anche a 100€ a seconda dello stato confederato.

Francamente credo che sia difficile che possano importare tanti pezzi, anche perché se non si muovono nella totale illegalità dovrebbero pagare le bolle di accompagnamento che, di fatto, eroderebbero il risparmio, ma francamente mi sembra più comprensibile e “semplice” pensare all’importazione che al sottocosto.

Non esitate a raccontarci la vostra esperienza servirà a qualcuno in futuro.

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