Il “cash mob” anti-Groupon come consapevolezza di un sistema assurdo


Cash Mob anti-Groupon https://opinionigroupon.wordpress.com

In questo periodo di “latitanza” dal blog dovuto a impegni personali, la nostra “crociata” di opinioni anti-Groupon è comunque andata avanti. Abbiamo partecipato al S-Day per segnalare alla stampa nazionale la realtà dei finti siti di gruppi d’acquisto, ricevendo tra le altre cose un sonoro “avete rotto il cazzo!!!!!!!!!!!!!!!!!” dal Corriere di Rimini.

Io, in prima persona, ho partecipato ad una serie d’incontri su come si avvia una start-up e anche in quelle occasioni ho provato ad informare le persone sul lato “oscuro” di questi siti.

La cosa più bella che ho compreso in quegli incontri è che i VC, ovvero i Venture Capitalist, che finanziano le nuove società come era Groupon anni fa, non hanno la minima idea del suo modello di business e accusano me di non capirlo.

Dicono che in Cina hanno clonato Groupon ma non hanno fatto le ricerche su articoli americani e cinesi come me e che indicano che non è affatto vero, in quanto il modello del gruppo di acquisto nasce in Cina e non a Chicago. Nella città americana forse hanno solo studiato attentamente “Totò Truffa ‘62”.

Non si rendono conto che un sistema che prevede ricavi di oltre il 50% per il famoso “semplice intermediario” su prodotti con sconti esagerati è un sistema destinato per forza di cose al collasso.

Parlano bene di Groupon senza conoscere minimamente i numeri reali che vedono i partner fuggire e una percentuale di acquisti in rapporto agli iscritti che supera con difficoltà l’1%. Con sguardo decisamente miope, vedono nel potenziale utente (cioè nel numero di indirizzi e-mail collezionati) l’unica cosa importante, dimenticando che oltre dieci anni fa, nel biennio 2000-2001, la crisi della c.d. new economy fu determinata proprio da iniziative senza modelli di business sostenibili nel tempo, che avevano pensato solo a fare “traffico” verso il sito e accumulare inutilmente utenti nei database.

E non vedono il rovescio della medaglia, cioè i partner, che pure sono un pilastro di questi sistemi di finto social shopping. Pensano che tutti vogliono pagare meno per cui ci sono i potenziali utenti ma non si curano minimamente di comprendere come Groupon, Groupalia, Letbonus e soci possano andare avanti se i loro partner non rinnovano i contratti e se il grosso degli utenti deluso, perché sentito truffato, non compra più.

Con le cronache politiche attuali abbiamo capito che chi ha soldi e potere non ha interesse per il prossimo anche se oggi ho letto con piacere una notizia sul Corriere della Sera online che mi ha rincuorato spingendomi a scrivere questo pezzo.

cash mob anti-groupon 2 https://opinionigroupon.wordpress.com

Negli USA, non c’è solo chi guarda con ammirazione Totò mentre vende la fontana di Trevi o manda Pietro De Vico, nella parte del cafone, a contare i piccioni a piazza San Marco a Venezia.

Ci stanno ragazzi, blogger come noi, che sanno che le vittime di Groupon e soci non sono solo i clienti che consociamo bene, il nostro blog come la pagina facebook Groupon: problemi e denunce sono pieni di storie “ai confini della legge” di cui sono vittime i clienti di questi siti.

Vittime di questo sistema sono anche i commercianti!

Chris Smith, un ingegnere e blogger di Buffalo, ha ideato i “cash mob” ovvero delle riunioni per acquistare merce per un valore di almeno 20 dollari a testa per salvare piccole botteghe di quartiere e negozi a gestione familiare messi in crisi dal sistema del coupon.

Queste iniziative, che con il tempo si sono strutturate e organizzate diffondendosi in tutto il mondo, nascono dalla consapevolezza che il prezzo di un prodotto o servizio, quando lo si abbassa s’impoverisce l’anello debole della catena produttiva e nel caso di Groupon lo si riduce a lavorare in totale perdita.

La cosa più interessante di questi “cash mob” è che a differenza di tutti i siti di social shopping, essi sono per davvero sociali. Infatti, nella realizzazione di questi eventi si cerca sempre trovare vicino al negozio un bar o un’osteria dove condividere l’esperienza scambiando due  chiacchiere con gli altri cash mobber.

Chissà come mai le iniziative che non prevedono lucro e non ci sono gli squali della finanza hanno sempre un vero lato social ed equo?

Clicca Mi Piace e segui Il Grouponista su FaceBook

Annunci

4 risposte a “Il “cash mob” anti-Groupon come consapevolezza di un sistema assurdo

  1. Due anni fa ho comprato qualche cosa su siti come Groupon, che allora si chiamava Citydeal. E’ sempre andato tutto bene, ma poi ho smesso per ragioni etiche. Sono le seguenti:
    1) comprare beni o servizi scontati di oltre il 50/70% modifica la percezione da parte del consumatore del valore degli stessi. Se posso pagare una cena 19 euro (che rappresentano assoluta remissione per il venditore), perchè la volta successiva dovrei pagarne 40?
    2) la conseguenza è che, invece di fidelizzare nuovi clienti, chi aderisce a queste iniziative perde anche i vecchi? In che modo adesso lo vediamo: per poter soddisfare la richiesta dei couponers, il venditore non ha più molto tempo da dedicare a chi è sempre stato un habitueé. Così il couponers viene, utilizza il servizio e salta come una farfalla di offerta in offerta, e il vecchio cliente, stufo di trovare sempre pieno, emigra verso altri lidi. (Quest’esperienza mi è stata raccontata da diversi centri estetici che mi hanno riportato tutti la stessa problematica). Il vecchio cliente inoltre si incazza quando nota che lui paga 40 e il vicino 20 per un servizio quasi simile. A quel punto, fossi un prestatore di servizi, farei una campagna di sconti per clienti abituali
    3) il prezzo a cui è proposto il servizio/bene di solito è di totale remissione. Una persona che conosco è stata contattata da uno di questi siti. I suoi servizi vengono offerti a 40 euro cadauno. Il sito proponeva 29 euro per tre di questi servizi (29 euro contro 120, quindi), prendendosi però il 50% (14,50 euro lordi contro i 120 lordi). A questa persona dunque, sarebbero rimaste in tasca 3 euro a servizio, insufficienti per pagare anche la benzina necessaria per raggiungere il posto di lavoro.

    • Hai perfettamente snocciolato il cuore dei problemi del modello di business dei Social Shopping. La cosa assurda è che un ragionamento così semplice e lineare per i grandi colossi finanziari, non si capisce il perché, non è valido. Perché le grandi banche come la Goldman finanziano Groupon nonostante sappiano tutto ciò? Un modello che prevede dei partner commerciali incapaci di comprenderne costi e benefici, se ci sono, si basa solo sulla crescita e con i ritmi alti di Groupon il suo mercato si saturerà prestissimo portandolo al fallimento, visto che storicamente è una società già in perdita di suo. Ha bisogno dei soldi dei nuovi coupon per pagare i partner delle vecchie campagne…e se come le capita molti richiedono e ottengono i rimborsi i debiti si accumulano solo.

  2. Groupon dovrebbe chiudere!

  3. ciao io sono una partner vittima di groupon. Vorrei avere notizie di cash mob, operativi nel Nord Italia, a cui aderire

Lascia un Commento o un Opinione

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...